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Diario


1 agosto 2008

ORISTANO. Nell’ex piazzetta Sant’Antonio sono stati dipinti persino i costosi inserti in marmo bianco di Orosei

  
 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 01 AGOSTO 2008

Una città semideturpata dalle strisce blu

Nell’ex piazzetta Sant’Antonio sono stati dipinti persino i costosi inserti in marmo bianco di Orosei

ORISTANO. È una delle rare testimonianze della città medioevale. Ma adesso le mura della Oristano antica non si vedono più: coperte dalle auto in sosta. Misero destino quello riservato all’ex piazzetta San’Antonio, oggi dedicata a Paolo Pili, uno dei padri del sardismo. Poteva diventare un monumento, invece è stato declassato a parcheggio. La ciliegina sulla torta l’hanno messa di recente. Con le striscie blu dipinte con la vernice spruzzata sopra gli inserti di marmo bianco di Orosei, realizzati per impreziosire la pavimentazione di pietra. Un pugno nell’occhio, un oltraggio al buon senso e al decoro di una città che affannosamente rincorre un’immagine da città monumentale. Corsa che si arresta dinanzi alla colonnina di un pacometro.
 Bisogna tornare indietro di quattro anni per ricostruire la vicenda: 2004, giunta Barberio. La piazzetta con attorno le mura nasce col destino segnato: parcheggio alberato con 35 piazzole.
 Parcheggio di lusso, si potrebbe aggiungere, costato 100mila euro, tanti ne sono serviti per realizzare una pavimentazione di pietra, con appunto gli inserti di candido marmo di Orosei. Gli stessi offesi dalla vernice blu.
 All’epoca gli amministratori non ebbero evidentemente tentennamenti sulla scelta di relegare un pezzo di centro storico a parcheggio. Sfogliando i giornali di allora, si trovano le dichiarazioni entusiaste del sindaco Antonio Barberio: ««In pochi mesi abbiamo aperto due parcheggi in pieno centro storico. Stiamo consegnando alla città un’altra area attrezzata con 35 stalli. Un’area che il Comune, nella passata amministrazione, ha acquistato dai Frati minori conventuali e il cui utilizzo come parcheggio è stato progettato e realizzato in appena due anni».
 Una delibera del 2006 chiude il cerchio. Quei parcheggi a ridosso delle mura medioevali diventato a pagamento, per compensare le piazzole di sosta gratuita concesse ai residenti in altre zone della città. Infine, una bella mano di vernice è bastata a cancellare la parte più preziosa della piazzetta. Cosa che gli Oristanesi hanno mostrato di gradire ben poco: «Un pugno in un occhio», grida qualcuno. E c’è anche qualche automobilista che commenta: «Qui le soste a pagamento ci stanno come i cavoli a merenda...».
 Il più indignato di tutti però è proprio l’assessore al Traffico, Ivano Cuccu: «Roba da matti! Conosco la situazione e ho già contattato la società appaltatrice dei parcheggi a pagamento affinchè ponga rimedio.», esplode al telefono, «Insomma, quella vernice va rimossa. A spese loro. Le proprio le strisce blu dovevano tracciarle, buon senso vuole che si fosse utilizzato dell’adesivo. Che non avrebbe rischiato di danneggiare il marmo».
 L’assessore è a dir poco seccato. Perchè questo, evidentemente, non è l’unico grattacapo che gli ha dato la società Maggioli, che da qualche mese gestisce il servizio e ha anche tracciato le contestate striscie blu. Ieri mattina, ad esempio, Ivano Cuccu è stato a Torregrande: «Per verificare le questioni relative ai parcheggi per disabili e le piazzole a pagamento che tanto malcontento fra residenti e turisti hanno provocato», dice, preannunciando, «Convocherò l’azienda ma anche il comandante della polizia municipale perchè avrebbe dovuto vigilare sulla corretta esecuzione del lavoro».
Michela Cuccu

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 01 AGOSTO 2008

Tanta gente al mercatino di Sa Bertula ma i prezzi suscitano molte lamentele

ORISTANO. Buoni affari, tantissima gente ma anche qualche polemica sul caro prezzi di alcuni prodotti per la prima de “Sa Bertula”: il mercato contadino della Sardegna. L’iniziativa, promossa dalla Federazione provinciale della Coldiretti - e patrocinata da Comune, Provincia e Adiconsum - è da considerarsi certamente positiva: ieri mattina alle 10 sul piazzale di San Martino, dopo un’ora circa dalla apertura degli stand, la metà circa dei prodotti in esposizione era già stato venduto.
 Un risultato importante per il mercatino che da settembre diventerà un appuntamento fisso per gli oristanesi. L’obiettivo della Coldiretti è sopratutto di accorciare quella “benedetta” filiera che con gli innumerevoli passaggi si ripercuote sulle solite tasche dei cittadini. Le precedenti manifestazioni che hanno toccato anche Oristano hanno permesso un risparmio medio del 30 per cento.
 L’alternativa a certi prodotti della incerta etichettatura qualche volta porta a un eccessivo rincaro. E qualche polemica ieri mattina non è certo mancata. Le prudenti massaie hanno cercato i prodotti più convenienti. Come darle torto, quando certi prodotti, come l’orto frutta, penalizzati dalla galoppante inflazione, in alcune località hanno raggiunto prezzi assurdi.
 «Devo dire che ho trovato delle cose convenienti e altre non tanto.», ha sottolineato una pensionata, «Le angurie le ho trovate ad un prezzo giusto, 40 centesimi, ma i pomodori erano a 80 centesimi. Al mercatino o al mercato civico costano anche la metà».
 La frutta e il miele ma anche l’olio sono stati nella media ma anche con qualche eccesso: «I peperoni e le melanzane erano stupendi, impossibile negarlo ma costavano in media 20, 30 centesimi rispetto ai prezzi che trovo nel negozio sotto casa.», ha confermato un impiegato, «Sono venuto per curiosità, e così qualche prodotto l’ho acquistato».
 E una giovane casalinga ha aggiunto: «Anche le uova, sicuramente locali, costano praticamente il doppio del mercato. Tuttavia ho comprato dell’ottima uva a 2 euro, molto meno di altri negozi».
 Il listino, in parte concordato con la direzione della Coldiretti, dava carote a un euro, come i fagiolini e le patate anche se di prima scelta. Gli oristanesi alla fine hanno fatto piazza pulita soprattutto per la bontà dei prodotti: «Abbiamo preso atto delle contestazioni e cercheremo di evitare nuove polemiche in futuro.», ha confermato il direttore provinciale della Coldiretti, Roberto Scano, «Volevamo lanciare un messaggio al consumatore e credo di esserci riusciti: accorciare la filiera, per far risparmiare il consumatore, sposando e promuovendo la bontà dei prodotti coltivati nell’Oristanese. Oggi sulla maggior parte dei mercati, anche isolani, troviamo merce priva di etichettatura che arriva anche dalla lontana Cina. Ieri mattina le specialità sarde erano fresche e sicure». (e.s.)
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