.

oristano


Diario


23 marzo 2010

OLBIA-TEMPIO, PROVINCIA GALLURA Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

 
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 23 MARZO 2010

L’avvocato olbiese confermato per il prossimo biennio

Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

SGH03F[1]TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa.
 La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio.
 Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso.
 Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)

 


17 gennaio 2010

ANTONIO DI PIETRO IDV, UN MISTERO TUTTO ITALIANO

GONG! SALE SUL RING LA SEMPITERNA ITALIETTA DEI MISTERI INCROCIATI -  ALLA FURIBONDA ARRABBIATURA DI ANTONIO DI PIETRO PER IL DOSSIER CHE (SECONDO QUANTO DA LUI STESSO RIVELATO) LO VORREBBE COLLEGARE ALL’UNIVERSO  DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI E AMERICANI, MAFIA USA COMPRESA, "IL GIORNALE" DI FELTRUSCONI RISPONDE CON UNA BIOGRAFIA DEVASTANTE DI MISTERI E ALLUSIONI: DAL GIALLO DELLA LAUREA ALL'INGRESSO IN MAGISTRATURA, DAL VIAGGIO ALLA SEYCHELLES FINO AL FRETTOLOSO ADDIO ALLA TOGA

               44691 tn[1]

Luca Fazzo per Il Giornale

Se si vuole capire davvero la furibonda arrabbiatura di Antonio Di Pietro per il dossier che (secondo quanto da lui stesso rivelato) lo vorrebbe collegare all'universo dei servizi segreti, bisogna andare indietro di dieci anni  e più. All'ultimo periodo italiano di Bettino Craxi, e poi al lungo crepuscolo ad Hammamet. È in quel periodo che il leader socialista rende sempre più esplicita la sua convinzione, maturata fin dagli esordi di Mani Pulite e poi rafforzatasi strada facendo: quella che l'origine dei suoi guai giudiziari stia  da qualche parte nella nebulosa dei servizi segreti, e più direttamente nella frangia della nostra intelligence di obbedienza americana

43851 tn[1]berlusconi-dipietrocpnll25 vittorio-feltri-gnam tn[1]vittorio feltri gnam

La convinzione che Mani Pulite fosse stata - se non progettata - comunque oliata ed agevolata da Oltreoceano, da quella parte di establishment Usa deciso a chiudere i conti con l'anomalia italiana, con l'Andreotti del dialogo con gli arabi, con il Craxi dell'affronto di Sigonella.Questa convinzione - ribadita implicitamente pochi giorni fa da Rino Formica, ex ministro socialista - passava necessariamente per una rivisitazione del personaggio Di Pietro. Non c'erano solo le Mercedes, i prestiti, le piccole magagne per cui Di Pietro verrà processato e assolto. C'erano dubbi ben più corposi, e che comportavano una rilettura integrale della biografia del magistrato  milanese: una carriera solo in apparenza naif, e in realtà compiuta sotto l'egida degli apparati occulti dello  Stato, di qua e di là dall'Atlantico. È una ipotesi che, oggi come allora, Di Pietro considera una calunnia senza  capo né coda. E fornisce risposte - a volte precise, a volte meno - sui misteri, veri o presunti, della sua storia  personale. Eccone una sintesi.

IL RIENTRO IN ITALIA
Secondo le biografie autorizzate, Di Pietro emigra in Baviera nel 1971, a ventun anni, e rientra in Italia due anni dopo. Colpo di scena. Viene assunto dall'Aeronautica militare, e assegnato alla struttura che si occupa di controllare la sicurezza delle forniture ad alta tecnologia bellica delle nostre industrie. È una mansione da sempre svolta in parallelo con un reparto apposito del Sismi, l'Antiproliferazione.

44691 tn[1]di pietro42798 tn[1]Enzo lo giudice

E comunque chi vi lavora deve godere di un lasciapassare di sicurezza che in quegli anni viene rilasciato proprio dagli 007. Come fa Di Pietro a ottenere immediatamente il nulla osta? La versione di Tonino è semplice: ho fatto un concorso come impiegato civile, l'ho vinto e sono entrato all'Aeronautica.

LA LAUREA
Il 19 luglio 1978 Di Pietro si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano. Nel giro di trentuno mesi ha sostenuto ventidue esami, a un ritmo forsennato. Un esame che terrorizza tutti gli studenti di legge, «Istituzioni di diritto privato», lo sostiene e lo passa dopo appena un mese dall'esame precedente.

26662 tn[2]Si laurea con una tesi in Diritto costituzionale, voto 108/110.  «Lavoravo di giorno e studiavo di notte», è sempre stata la versione di Di Pietro: e d'altronde la sua incredibile capacità di lavoro è nota. Ma una serie di stranezze rafforzano i dubbi di chi  ipotizza che il suo percorso accademico sia stato accompagnato  da segnalazioni e raccomandazioni. Un appunto del centro Sisde di Milano sostiene che Di Pietro in quegli anni era in contatto con un diplomatico Usa in servizio  nel nord Italia, e con una associazione vicina alla Cia. In una indagine riservata dei carabinieri dell'Anticrimine milanese si legge che il giorno in cui risulta avere sostenuto un esame, in realtà Di Pietro era fuori città: ma sono illazioni che resteranno prive di riscontro.

 

26660 tn[1]Come pure i sospetti sul ruolo di Agostino Ruju, avvocato, legato ai nostri servizi segreti, che alla Statale fa l'assistente di Diritto costituzionale quando Di Pietro  si laurea proprio in quella materia. A indicare Ruju come uomo dell'intelligence sarà Roberto Arlati, uno dei collaboratori più stretti del generale Dalla Chiesa. Peraltro sia Ruju che Arlati verranno arrestati da Di Pietro nel corso di Mani Pulite.

AL FIANCO DI DALLA CHIESA?
In una intervista a Paolo Guzzanti, la madre di Emanuela Setti Carraro racconta che Di Pietro lavorava agli ordini di suo suocero, il generale Dalla Chiesa, nella lotta al terrorismo. Non indica date precise, ma l'episodio dovrebbe essere precedente al 1980, quando Dalla Chiesa viene trasferito al comando della divisione Pastrengo: all'epoca, dunque, Di Pietro è ufficialmente ancora un dipendente civile dell'Aeronautica.

22913 tn[2]L'INGRESSO IN MAGISTRATURA
Sul concorso con cui, due anni dopo la laurea, Di Pietro entra in polizia non ci sono ombre. Nei dossier craxiani ce ne sono invece, e corpose, sul modo in cui nel 1981  il commissario diventa magistrato, superando al primo colpo un concorso famoso  per la sua asprezza. Ai giudici della commissione d'esame resta impressa una  certa rozzezza espositiva del candidato. A presiedere la commissione c'è il giudice Corrado Carnevale che più tardi racconterà di essersi fatto commuovere dal  curriculum dell'ex emigrante.

 

 

26661 tn[1]Ma ancora più inconsueto è quanto accade tre anni dopo, quando il consiglio giudiziario di Brescia valuta l'«uditorato» (cioè l'apprendistato) di Di Pietro. È un giudizio molto severo, che conclude per l'inadeguatezza di Di Pietro a diventare  magistrato. Ma il Csm ribalta tutto e promuove l'uditore Di Pietro. Tra i membri del Csm c'è allora Ombretta Fumagalli Carulli, una deputata Dc in ottimi rapporti con gli Usa, che diventerà uno dei primi fan delle indagini anti-corruzione a Milano. Ma Di Pietro ha dalla sua una dichiarazione al Csm del procuratore capo di Bergamo, Cannizzo, che appena un anno dopo cambia radicalmente il giudizio su di lui, aprendogli  la strada al trasferimento alla Procura di Milano.

 

 

IL VIAGGIO ALLE SEYCHELLES
È l'episodio più surreale, quello dove è più difficile collocare le tessere in un  mosaico sensato. Ruota intorno a Francesco Pazienza, un faccendiere dai mille  contatti, iscritto alla loggia P2, bene introdotto negli ambienti dei nostri servizi  segreti. Nel 1984 Pazienza viene accusato di avere creato, insieme ad alcuni boss dell'intelligence, una sorta di servizio segreto parallelo, viene colpito da mandato di cattura e si rifugia alle Seychelles.

11286 tn[1]Craxi, che allora è presidente del Consiglio, gli scatena contro il Sismi. Mentre i servizi cercano inutilmente di afferrarlo, alle Seychelles sbarca Di Pietro, sostituto procuratore a Bergamo, ufficialmente in viaggio di piacere. Di Pietro si mette sulla tracce di Pazienza, all'insaputa dei suoi capi. In una dichiarazione riportata dal giornalista Filippo Facci, l'allora capo del Sismi Fulvio Martini ipotizza che «Di Pietro lavorasse anche per il ministero degli Interni e avesse mantenuto legami con il precedente

 mestiere».

IL VIAGGIO IN AMERICA
Nel 1985 Di Pietro arriva a Milano, in Procura. Inizia a scavare sul ma10029 tn[1]rcio  nella pubblica amministrazione partendo dal caso delle «patenti facili». Tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992, con la testimonianza di Luca Magni  e l'arresto di Mario Chiesa, dà il via all'operazione Mani Pulite. Nel giro  di poche settimane viene sollevato il coperchio sulla inverosimile commistione tra business e politica che si è impadronito dell'ex «capitale morale». Tutta l'Italia tifa per Di Pietro. Ma a ottobre, nel pieno del tourbillon dell'inchiesta, il pm sparisce improvvisamente da Milano e vola negli Stati Uniti. Non si sa bene cosa faccia. Di certo partecipa all'interrogatorio  di un imprenditore italiano, tale Grassetto. Poi svanisce, i cronisti italiani gli danno la caccia tra New York, Los Angeles, la Pennsylvania. Sui giornali si parla di una traccia che metterebbe in collegamento le indagini  di Mani Pulite con i fondi americani di Cosa Nostra: non se ne saprà mai più nulla.

9032 tn[1]Il figlio di Di Pietro

Di Pietro fa una sola dichiarazione: «Siamo qui per alcuni incontri con giuristi e agenti dell' Fbi che ci devono spiegare come si fanno qui in America certe indagini». Ma si dice che venga ospitato anche da quelli della Kroll, la superagenzia di investigazioni private che da sempre lavora anche per l'intelligence a stelle e strisce.

 

 

 

lapresse antonio-dipietro dito tn[1]DIMISSIONI DALLA MAGISTRATURA
Qui i servizi segreti non c'entrano, ma siamo comunque nella categoria del «giallo». Il 6 dicembre '94, dopo avere concluso la sua requisitoria nel processo Enimont, Di Pietro si toglie la toga e comunica al procuratore Borrelli la sua decisione di lasciare la magistratura. Nei giorni precedenti appariva provato psicologicamente, c'è chi racconta di averlo visto scoppiare a piangere all'improvviso, senza motivo, in ufficio. La spiegazione di Di Pietro è: sapevo che stavo per venire incriminato, dimettendomi ho evitato che a venire travolta fosse l'intera inchiesta e contemporaneamente ho potuto difendermi con maggiore libertà. I fatti gli daranno ragione, verrà assolto e Mani Pulite andrà avanti (anche se per poco).  Eppure sono in diversi a pensare che anche la storia di quell'addio sia, in tutto o in parte, ancora da scrivere.

 

[16-01-2010]
apr08-camer32 antonio-dipietro tn[1]2p05 antonio-dipietro tn[2]453 tn[1]

y enzo-logiudice ant-dipietro2 tn[1]dmcrzrp23 antonio-dipietro tn[1]dipietro antonio02 tn[2]

dipietro marzotto tn[1]dipietro 0001 tn[1]dmcrzrp38 antonio-dipietro tn[2]

dipietro rep tn[1]dipietro nv2000 tn[1]dmcrzrp22 dipietro panchio-pardi tn[2]

manipulite dipietro pamparana tn[2]girotondo 26 dipietro tn[1]parlam 46 antonio-dipietro tn[1]

parl08 antonio-dipietro unghie tn[1] parlam 25 silvana-miura ant-dipietro tn[2]apr08-camera35 antonio-dipietro berlusconi tn[1]

parl06 antonio-dipietro scrive tn[2]

44691 tn[1]44691 tn[1]44691 tn[1]

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ANTONIO DIPIETRO IDV MISTERO ITALIANO

permalink | inviato da oristano il 17/1/2010 alle 0:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 marzo 2009

ORISTANO Rincari al mercato: la spesa è un lusso I dettaglianti si difendono: «Aumenti già dai grossisti»

  

 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 22 MARZO 2009

Rincari al mercato: la spesa è un lusso

I dettaglianti si difendono: «Aumenti già dai grossisti»

20 orist 220309 21 orist 220309ORISTANO. Appena qualche giorno fa, la conferma è arrivata dalla voce più autorevole del settore. Luigi Mastrobuono, “Mister Prezzi”, durante l’audizione alla Commissione straordinaria del Senato per la verifica dell’andamento generale al consumo, ha dichiarato come nel 2008 i rincari più alti al consumo siano stati registrati in Sardegna, con il settore alimentare che ha registrato un picco del 7,3 per cento. Chissà cosa direbbe Mastrobuono se in questi giorni si trovasse a fare un giro a Oristano.
 Magari al Mercato civico di via Mazzini per acquistare frutta e verdura. Forse potrebbe aggiungere una postilla alla sua dichiarazione, tipo «Intanto a Oristano nel 2009 è andata anche peggio». Pomodori a quattro euro il chilo, stesso prezzo per le favette, cavolfiori e zucchine a tre, due euro e mezzo per la lattuga, due e ottanta le melanzane, due per un mazzetto di asparagi, 60 centesimi per un carciofo (magari bruciacchiato dal gelo) e 1,30 euro per un minuscolo cestino di fragole non troppo mature.
 Insomma, una bella botta di rialzi a tutto danno dei consumatori, che ovviamente, stanno riducendo gli acquisti all’osso. Loro, i commercianti, si difendono. Ieri mattina, una rivenditrice da dietro il suo box discolpava la categoria: «I rincari hanno riguardato solo alcuni articoli, ma sono la conseguenza di una stagione disastrosa. In campagna, fra piogge torrenziali e gelo è rimasto ben poco».
 Verissimo, ma solo in parte. Certo, i produttori di pomodori in Sardegna stanno combattendo una lotta impari contro parassiti che hanno infestato le serre e stanno uccidendo le piantine. Stesso discorso per le carciofaie del Campidano: molte sono state cancellate dalle alluvioni autunnali. Il problema che molti prodotti arrivano da fuori, dalla Penisola, ma anche dalla Spagna.
 «I rincari li troviamo già dai grossisti», si giustifica un altro rivenditore «non scaricate sempre tutte le responsabilità sui dettaglianti. Almeno non qua al mercato civico: nessuno di noi sguazza nell’oro».
 Il problema è che fare la spesa sta diventando un lusso. I rincari dall’inizio dell’anno infatti hanno riguardato tutti i generi di prima necessità, dalla pasta ai detersivi, passando per carne e pesce. Con un unico risultato: i carrelli della spesa sono sempre più vuoti.
 Le associazioni dei comumatori intanto, insorgono: «Sono totalmente saltate le “leggi” di mercato che regolano l’equilibrio tra domanda e offerta, per le quali al diminuire della domanda si aveva la conseguenza immediata della diminuzione del prezzo - denuncia il segretario dell’Adiconsum, Giorgio Vargiu -. Dal 2002 ad oggi assistiamo ad un femomeno innaturale: più aumentano i prezzi e più diminuiscono i consumi. Una spirale viziosa estremamente pericolosa». Vargiu sostiene che il fenomeno sia stato creato «dagli stessi operatori economici che hanno realizzato gli aumenti speculativi, per mantenere inalterati i propri guadagni malgrado la diminuzione del giro d’affari».
Michela Cuccu

----------------




permalink | inviato da oristano il 22/3/2009 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 gennaio 2009

ORISTANO. Abusi su un bimbo, condannati il padre e lo zio

  

 da La Nuova Sardegna SABATO, 17 GENNAIO 2009

Le pene: cinque e otto anni di reclusione. Il pubblico ministero ne aveva chiesto 15 e 25

 Abusi su un bimbo, condannati il padre e lo zio

Secondo i giudici il babbo sapeva tutto, ma non ostacolò le «attenzioni» del fratello

1 oris abusi 170109ORISTANO. Chi non si fiderebbe di uno zio. Figurarsi poi se un nipotino può nutrire dubbi sul fratello di suo padre. Ed invece proprio quello zio si era trasformato nel suo aguzzino. Approfittando della sua fiducia avrebbe commesso su di lui abusi sessuali, quando il bambino era ancora alle scuole elementari. Così ieri, al termine di una lunghissima udienza e di un processo andato avanti per oltre due anni, è arrivata la sentenza di condanna a otto anni.
 Ma sul banco degli imputati e tra i colpevoli non c’è soltanto lo zio. Il collegio del tribunale di Oristano, presieduto da Luigi Mastrolilli (giudici a latere Annie Cecile Pinello e Paolo Corso) ha condannato, a cinque anni, anche il padre del ragazzino e sempre per abusi sessuali. Non li avrebbe direttamente commessi, ma pur sapendo delle attenzioni del fratello verso il proprio figlioletto non avrebbe impedito che tra di loro ci fossero contatti e frequentazioni assidue.
 Comincia tutto sei anni fa in un paese della Planargia. Il bambino viene accompagnato in ospedale perché lamenta un forte mal di pancia. Il racconto del piccolo insospettisce i medici che lo visitano e che ovviamente segnalano il caso alle autorità competenti. La famiglia intanto è già sotto la lente di ingrandimento dei servizi sociali perché viveva in una situazione di estremo degrado sociale. Ma quella situazione insospettisce e merita un’indagine più accurata e allora inizia l’inchiesta della procura della Repubblica.
 Il piccolo viene esaminato da un esperto e la stessa sorte toccherà alla sorellina, anche lei in età da scuola elementare. La psicologa, al termine delle audizioni protette, conferma i dubbi che già avevano avuto gli insegnanti e a quel punto la procura della Repubblica agisce.
 Sul registro degli indagati finiscono lo zio e il padre dei due bambini, con accuse pesantissime. Ad entrambi vengono contestati gli abusi sessuali, sebbene con ruoli assai differenti. Lo zio viene indagato anche per aver abusato della nipotina, mentre per al padre vengono contestati anche i maltrattamenti in famiglia per via di una serie di comportamenti violenti e minacciosi tenuti coi figli e la moglie.
 Si arriva in aula e sfilano numerosi testimoni. Ovviamente quasi tutto ruota attorno alle audizioni fatte dalla psicologa, mentre altri testimoni aggiungono particolari sulle condizioni assai disagiate della famiglia e su abitudini dei due imputati.
 Perizie e parole che per il pubblico ministero Laura Carrera sono più che attendibili. Anzi forniscono la prova della colpevolezza per tutti i reati contestati. Al termine della requisitoria, l’accusa sollecita una duplice condanna: chiede venticinque anni per lo zio e quindici anni per il padre.
 La sentenza però è diversa. I giudici ritengono valide alcune delle considerazioni fatte dagli avvocati difensori - Giuseppe Pinna era il legale dello zio, Piero Aroni del padre -, in particolare sulle violenze subite dalla sorellina e sui maltrattamenti che sarebbero stati inflitti ai bambini. Alcune deposizioni, infatti, avevano lasciato più di un dubbio in merito al reale svolgimento dei fatti.
 Le certezze dei giudici, quindi, si fermano agli abusi subiti dal piccolo da parte dello zio e al mancato intervento del padre che non avrebbe impedito che il figlioletto subisse le violenze. Arriva invece l’assoluzione per i presunti abusi subiti dalla sorellina e per i maltrattamenti in famiglia.

-----------------------------




permalink | inviato da oristano il 17/1/2009 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 gennaio 2009

ORISTANO Angelo Atzori al centro di una truffa alla Totò. Roma Il politico oristanese in cella con un mediatore, un agente immobiliare e la sorella

  
 da La Nuova Sardegna  GIOVEDÌ, 15 GENNAIO 2009

Roma. Il politico oristanese in cella con un mediatore, un agente immobiliare e la sorella

Angelo Atzori al centro di una truffa alla Totò

Avrebbe venduto all’insaputa dei proprietari un palazzo intascando 1,3 milioni di euro

  1 ori truf 150109 2 ori truf 150109

ORISTANO. Un raggiro degno di un film. Ma forse non c’è neppure bisogno di scomodare il principe De Curtis e la sua ‘Totòtruffa’. Basta restare vicino. Molto più vicino. In piazza Roma, per l’esattezza, quando alcuni buontemponi molti anni fa tentarono di vendere ad alcuni sprovveduti turisti addirittura la Torre di San Cristoforo. La nuova vicenda giudiziaria che ha coinvolto Angelo Atzori, arrestato nell’ottobre scorso nella capitale, assume ora contorni più chiari.
 Rispetto alle anticipazioni pubblicate mesi orsono solo dai quotidiani isolani. Solo che in questo caso non ci sono attori nè registi, ma protagonisti veri che pensavano di avere concluso l’affare del secolo aggiudicandosi per 4,5 milioni di euro una palazzina dei primi del ’900, a due passi da Villa Borghese, che vale quasi cinque volte tanto. Gli acquirenti, però, una ricca famiglia di imprenditori di Avellino, sono caduti, stando alle accuse, nella rete tesa da Atzori e i suoi complici, che gli hanno venduto la villetta di tre piani pur non essendone i proprietari. Un’operazione curata in ogni dettaglio: sia facendo visitare l’immobile agli acquirenti accompagnati da un finto giardiniere, sia riproducendo tutta la documentazione necessaria alla compravendita.
 Le indagini del commissariato di polizia Castro Pretorio, diretto da Massimo Improta, hanno portato all’arresto di Gian Vittorio Pellegrini, 40 anni, che secondo gli inquirenti era la mente del raggiro. In manette anche Andrea Spano, 43 anni, agente immobiliare, la sorella Marina (49), e, appunto, Angelo Atzori, (68), arrestato il 17 ottobre dello scorso anno. Gli investigatori romani, coordinati dal pm Mario Dovinola, oltre al sequestro dell’immobile hanno recuperato circa 800mila euro in assegni circolari finiti in parte su un conto di un istituto di credito di Spalato in Croazia.
 L’immobile di via Pinciana era disabitato da oltre un anno e mezzo e di proprietà della famiglia Guarnieri di Roma. Stando alla ricostruzione degli investigatori romani, i quattro sono riusciti a riprodurre un documento con il quale si affidava la vendita dello stabile a un sedicente ingegner Massimiliano Bianchi. L’ingegnere, in realtà, era Gianvittorio Pellegrini, 40 anni, che, secondo i poliziotti, è la vera mente della truffa. Quest’ultimo, insieme ad Andrea Spano, di 43 anni, agente immobiliare, ha contattato gli acquirenti avellinesi interessati all’immobile. Nel febbraio dello scorso anno la famiglia di Avellino, che è proprietaria anche di un cementificio, ha potuto visitare lo stabile, ma l’affare doveva chiudersi subito perché, sostenevano i sedicenti venditori, gli acquirenti facevano la fila e le offerte erano tantissime. Si è così passati da un notaio che, secondo gli investigatori, è estraneo alla vicenda e che, dopo avere visionato la documentazione, ha formalizzato la compravendita.
 La truffa viene scoperta nel maggio successivo, quando l’amministratrice della società realmente proprietaria della palazzina di via Pinciana chiede l’intervento della polizia dopo avere scoperto che su un conto a lei intestato, e di cui non era a conoscenza, sono transitati quattro milioni e mezzo di euro. Da qui le indagini e il sequestro dell’immobile. Gli investigatori, come detto, sono riusciti a recuperare 800mila euro in assegni rintracciati in un conto corrente di una banca di Zagabria.
 Angelo Atzori, inoltre, avrebbe incassato e reinvestito un milione e 300mila euro provento della truffa. I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata al falso in atti pubblici. Atzori dovrà rispondere, come anticipato nei mesi scorsi anche dalla Nuova, di riciclaggio. L’ex consigliere regionale oristanese è l’unico ancora in carcere.
 I quattro compariranno davanti al gip del Tribunale di Roma a febbraio per un giudizio immediato.
-------------------------------




permalink | inviato da oristano il 16/1/2009 alle 1:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 gennaio 2009

ORISTANO Case minime addio: arrivano le ruspe Intanto i nuovi appartamenti popolari cadono a pezzi

  
  da L'Unione Sarda Martedì, 06 Gennaio 2009
Dopo la protesta dei residenti il Comune stringe i tempi per l'abbattimento del complesso
Case minime addio: arrivano le ruspe
Intanto i nuovi appartamenti popolari cadono a pezzi

Le piccole abitazioni di Su Brugu, dai muri pericolanti, sono divetate meta preferita di pulci e zecche ma anche di qualche senzatetto.
Quel piccolo regno del degrado e dell'incuria sarà raso al suolo. Le vecchie case minime tra le vie Iglesias, Quartu, Caprera e Sant'Antioco saranno demolite. Le ruspe entreranno presto in azione per buttare giù quel complesso di muri pericolanti, meta preferita per pulci e zecche ma anche per i senzatetto. Dopo la recente protesta dei residenti e la petizione con oltre un centinaio di firme, il Comune stringe i tempi. «Stiamo accelerando per realizzare immediatamente il progetto per la demolizione delle 32 case e per la bonifica dell'area - ha assicurato l'assessore ai Lavori pubblici Andrea Lutzu - Ci sono 800 mila euro che saranno utilizzati per questo primo intervento». Si teme per le condizioni igieniche di una zona immersa nella più totale indecenza: sporcizia e rifiuti ovunque, erbacce e persino i resti delle nottate trascorse sotto quei tetti da qualche sfortunato che non ha un'altra casa. La preoccupazione, dunque, aumenta perché la notte «quelle vecchie abitazioni sono il rifugio di molti sbandati - hanno scritto nella petizione i residenti, - e c'è un via vai continuo di gente». Ragioni di sicurezza che hanno messo in allarme anche le forze dell'ordine e ora da palazzo degli Scolopi arrivano le prime risposte. Negli uffici, infatti, è già in fase esecutiva un progetto per la realizzazione di una piazza davanti al nuovo palazzo che è sorto dietro le ex case minime. Nel progetto originario per la riqualificazione di quella zona, oltre ai nuovi alloggi era prevista anche una piazza per ospitare le bancarelle del mercatino di via Aristana. Finora, però, dello spazio attrezzato non se ne è fatto nulla: al suo posto ci sono sempre i vecchi edifici. «La situazione è rimasta bloccata a causa di un contenzioso con la ditta - va avanti l'assessore Lutzu, - ora però acceleriamo i tempi soprattutto per la demolizione». La bonifica di quell'area è la priorità, poi si potrà pensare alla piazza. «Intanto cerchiamo di eliminare subito questa situazione pericolosa», ha aggiunto.
Per i residenti i problemi non finiscono qui. Oltre ad aver aspettato cinque anni per avere i nuovi alloggi, stanno incontrando molte difficoltà anche negli appartamenti consegnati a maggio 2007. Manca la linea telefonica, non c'è riscaldamento e spesso dai rubinetti sgorga un filo d'acqua. La facciata ha perso pezzi di cornicione e l'umidità sta già lasciando il segno sulle pareti. In alcuni punti c'è già la muffa. Da qui l'appello perché il Comune intervenga anche su questi aspetti.

VALERIA PINNA
--------------------




permalink | inviato da oristano il 6/1/2009 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 gennaio 2009

ORISTANO Cambi di maglia dell’ultima ora Spostamenti da un partito all’altro di alcuni candidati

  
 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 04 GENNAIO 2009

Cambi di maglia dell’ultima ora

Spostamenti da un partito all’altro di alcuni candidati

Ormai pronte le liste del Pdl e dell’Udc Dubbi su quella del Pd

  54 orist pol 040109  55 orist 040109

ORISTANO. Si va componendo il quadro delle candidature per le elezioni regionali di metà febbraio. I tempi brevisssimi imposti dalla conferma delle dimissioni del presidente Soru hanno costretto i partiti a un’accelerata. E questo ha contribuito a produrre anche qualche rinuncia eccellente. Nutrita, invece, la pattuglia di sindaci che si presenterà alle Regionali.
 Tra i sicuri di un posto in lista c’è Domenico Gallus, sindaco di Paulilatino, in quota Fortza paris nella lista unica del Pdl. Sicuro anche il sindaco di Ghilarza Stefano Licheri, che si presenterà nelle liste dell’Udc. Il primo cittadino di San Nicolò Arcidano, Emanuele Cera, si dice ancora incerto, ma molti danno ormai per sicura la sua candidatura della lista Udc: «Candidarmi per le Regionali? Francamente non ho ancora deciso con chi e soprattutto, se - dice Cera -. Per ora resto sindaco e consigliere provinciale, che rappresentano già due grossi impegni. In realtà non saprei neppure di quale lista andrei a far parte, dato che ho avuto diversi contatti ad esempio, da Riformatori, Udc e Cristiano Popolari. Per ora si è trattato semplicemente di contatti, nulla di definitivo».
 Ancora incerta è invece la posizione del sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus. La sua candidatura, sempre nella lista dell’Udc, veniva data per certa appena pochi giorni fa, invece qualcosa si è bloccato. Figus dovrebbe sciogliere la riserva mercoledì prossimo, a feste concluse. Nell’Udc confermate inoltre le candidature di Franco Cuccu, consigliere uscente, di Sergio Obinu, e del segretario provinciale Antonio Germino, dell’ex sindaco di Cabras, Alberto Deiala. Non ci sarà l’ex assessore del capoluogo, Giuliano Uras, che così commenta: «Non ci sono le condizioni».
 Se dovesse decidere di entrare in lizza, Antonello Figus troverebbe a Santa Giusta un rivale quasi omonimo, Stefano Figus, responsabile provinciale dell’Italia dei valori e candidato alle regionali proprio in quella lista.
 In casa Pdl è già partita la caccia al voto con i candidati sicuri che si sono già sbizzarriti a commissionare manifesti: la quota Forza Italia sarà composta dagli uscenti Oscar Cherchi e Mimmo Licandro, oltre all’assessore provinciale Franco Pusceddu. Fortza paris, oltre al sindaco di Paulilatino, Domenico Gallus, schiererà Gianni Tatti. Per AN l’unico nome sicuro è quello di Mario Diana, consigliere uscente. Sul secondo nome si deciderà a giorni.
 Nel Partito democratico la situazione è ancora incerta: si sta discutendo del limite di due legislature e se passasse questo principio sarebbero fuori sia Antonio Biancu che Alberto Sanna. E pare che quest’ultimo si stia guardando intorno, con un occhio di riguardo per Sinistra democratica. Incerta la posizione dell’assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che ha alle spalle una legislatura da consigliere e una da componente della Giunta. Dovrebbe essere invece sicuro un posto per Antonio Solinas e uno per Stefano Pinna, ma nel listino regionale. La lista provinciale sarà completata da tre donne: Maria Cristina Manca, Selma Bellomo e Maria Delogu.
R.Pe.

------------------------------




permalink | inviato da oristano il 4/1/2009 alle 10:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 gennaio 2009

ORISTANO L’Asl compra e dà un taglio agli affitti Poco più di cinque milioni di euro per un intero palazzo in via Foscolo

  
 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 02 GENNAIO 2009

L’Asl compra e dà un taglio agli affitti

Poco più di cinque milioni di euro per un intero palazzo in via Foscolo

È adiacente all’edificio che ospita la direzione generale. Diventerà sede di sei importanti servizi oggi decentrati

  17 otist asl 020109 16 orist asl 020109 ORISTANO. Consultorio, farmacia, attività intramoenia, centro screening, medicina legale e i servizi del distretto avranno presto una nuova sede. La Asl 5 ha appena concluso, infatti, l’iter per l’acquisto di un nuovo stabile, in via Foscolo angolo via Carducci, che sorge proprio accanto alla sede legale dell’Asl e fa parte del complesso dei palazzi Saia. Il fabbricato, acquistato dalla società Cualbu per 5 milioni e 115mila euro, permetterà di realizzare un progetto da tempo portato avanti dall’Azienda sanitaria.
 L’obiettivo è quello di concentrare i servizi sanitari e amministrativi oggi dislocati in diversi punti della città in un’unica sede, che diventerà un vero e proprio polo sanitario e amministrativo.
 Grazie alla transazione, sarà inoltre possibile trasferire servizi da sedi che l’azienda attualmente ha in locazione - come nel caso dei locali che ospitano il consultorio o la farmacia - a locali di sua proprietà, con un notevole abbattimento delle spese di gestione logistica.
 Il nuovo stabile si compone di cinque piani più un piano terra e un terrazzo.
 Al piano terra sarà dislocata la hall per lo smistamento e le informazioni al pubblico, mentre al primo piano troverà posto il servizio di medicina legale, che attualmente si trova nello stesso stabile che ospita la sede legale di via Carducci.
 Nei nuovi uffici, come anticipa una nota diffusa dall’Azienda, sarà possibile il disbrigo delle pratiche per l’invalidità civile e di altre documentazioni.
 Le attività del distretto di Oristano (tra cui i servizi di assistenza domiciliare integrata, il Punto unico di accesso, gli uffici per la scelta e la revoca del medico) si distribuiranno, invece, fra il primo e il secondo piano.
 Al terzo piano troverà posto la farmacia, che oggi ha sede nei locali di via Cagliari, mentre il quarto piano sarà destinato al consultorio, attualmente dislocato in via Casula, e al centro screening, oggi in via Carducci.
 L’intero quinto piano sarà invece destinato all’attività ambulatoriale intramoenia: una scelta logistica, precisa ancora la nota, che permetterà all’Azienda di garantire ai professionisti gli spazi destinati all’attività intramuraria, così come previsto dalla normativa.
 Gli spazi sono stati preventivamente ristudiati e riorganizzati in funzione della nuova destinazione. Tutti i cinque piani sono attrezzati e idonei ad un uso ambulatoriale: una condizione che permetterà una certa flessibilità nella collocazione dei servizi.
 Nell’edificio sono inoltre presenti tre ascensori, di cui uno destinato ai disabili.
 Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale Bruno Palmas per la conclusione di una transazione avviata già da diverso tempo: «Il nuovo acquisto - ha dichiarato il manager - consentirà non solo una migliore distribuzione logistica degli uffici amministrativi e sanitari, ma anche un risparmio in termini economici, in quanto non dovremo più pagare l’affitto di locali come la farmacia e il consultorio».
 Il trasloco dei nuovi servizi dovrebbe avvenire entro pochi mesi, non appena effettuato l’allaccio alla rete telematica aziendale.
---------------------------




permalink | inviato da oristano il 2/1/2009 alle 7:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 dicembre 2008

ORISTANO Il carciofo si vende on line contrattando sulla borsa telematica L’iniziativa è promossa dalla Camera di commercio

 
 da La Nuova Sardegna LUNEDÌ, 22 DICEMBRE 2008

AGRICOLTURA

Il carciofo si vende on line contrattando sulla borsa telematica

L’iniziativa è promossa dalla Camera di commercio

  12 orist 221208  13 orist 221208

ORISTANO. L’idea è quella di aprire il mercato agroalimentare all’Italia e all’Europa sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La Camera di commercio sta sostenendo l’iniziativa che punta a creare una borsa telematica per il carciofo sardo. Dell’idea si è parlato durante la presentazione della Borsa merci telematica promossa dal sistema delle Camere di Commercio che fa il suo esordio in Sardegna.
 Il mercato telematico consente di effettuare contrattazioni di prodotti agricoli, agroalimentari e ittici e si basa su un sistema di contrattazione ad asta continua al quale si accede da una qualsiasi postazione remota. Bastano un computer e un collegamento alla rete internet e il gioco è fatto. Si tratta di «ferri del mestiere» che oggi fanno parte del patrimonio di dotazione tecnica di qualsiasi azienda. Non sarà quindi necessario, sotto questo aspetto, addendere una diffusione dello strumento telematico.
 All’interno della Borsa merci sono già attivi una trentina di diversi mercati, ognuno per uno specifico prodotto: dai semi di soia al parmigiano, dagli agrumi alle carni di coniglio.
 Nelle prospettive non c’è solo il carciofo, ma anche altri prodotti che hanno in provincia di Oristano livelli di eccellenza.
 Un’altra decina di mercati sono in fase di attivazione e tra questi c’è anche quello riservato al carciofo, per il quale il presidente della Camera di commercio, Pietrino Scanu, ha annunciato la costituzione di un organismo di filiera, composto da produttori, tecnici ed esperti del settore che dovrà seguire la procedura di quotazione alla Borsa merci telematica italiana.
 «Il carciofo è un prodotto che nel comparto agricolo sardo ha una presenza rilevante - ha dichiarato Scanu -. Se l’iniziativa andrà a buon fine allargheremo l’esperienza ad altri prodotti».
 Alcune proposte in tal senso sono emerse nel corso della presentazione della Borsa. Tra queste quelle di aprire un mercato sul formaggio pecorino e di prestare attenzione alla filiera delle produzioni biologiche.
 Luca Crocenzi, funzionario della Borsa merci telematica italiana, e Enrico Massidda, segretario generale della Camera di commercio, hanno rivolto un invito agli imprenditori agricoli ad iscriversi alla Borsa, strumento di lavoro importante e per loro gratuito. I primi numeri di consuntivo al 31 ottobre scorso del resto fanno ben sperare: 9.806 contratti conclusi per complessi 462 milioni di euro di valore delle transazioni.
--------------




permalink | inviato da oristano il 22/12/2008 alle 6:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 novembre 2008

OLBIA Il caso. Inchiesta dell'Ufficio tecnico: gravi irregolarità riscontrate su palestre e locali di via Ghilarza

  
da L'Unione Sarda Domenica, 30 Novembre 2008
Il caso. Inchiesta dell'Ufficio tecnico: gravi irregolarità riscontrate su palestre e locali di via Ghilarza
Ballando tra risaie e carciofi
Discoteche in area agricola: indaga il Comune

Le verifiche sono già partite. Si cerca di capire come mai i locali abbiano avuto le autorizzazioni comunali.
Ora la musica cambia. Anzi, potrebbe essere spenta. L'inchiesta dell'Ufficio tecnico comunale è ancora in corso, ma le discoteche e le palestre di via Ghilarza rischiano di essere chiuse. Una questione urbanistica: i locali sono stati realizzati in un'area agricola, dove (secondo il piano regolatore generale) si potrebbe soltanto coltivare. E al massimo sarebbe possibile costruire una magazzino per trattori e mietitrebbie.
«Le attività che esistono in quella zona sono evidentemente incompatibili con le regole contenute nel piano regolatore - spiega il capo dell'Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Pinna - Ora stiamo verificando tutta la documentazione, ma non c'è dubbio che quella sia un'area ad uso agricolo». E il cambio di destinazione può essere stabilito solo dal consiglio comunale. Con una procedura burocratica particolarmente complicata
Le verifiche sono già partite. I tecnici comunali stanno ora tentando di capire come mai i locali che si trovano nella zona della stazione ferroviaria abbiano ottenuto tutte le autorizzazioni commerciali. Firmate, ovviamente, dallo stesso Comune di Oristano.
La periferia della città negli ultimi anni è diventata una sorta di quartiere del divertimento: nello stesso complesso (che un tempo ospitava una grande fabbrica di materiali edili) si trovano tre discoteche, una scuola di ballo, due night e anche due palestre. Ogni giorno c'è un viavai di sportivi e nel fine settimana si riversano da quelle parti migliaia di giovani.
I problemi sono sorti alla fine dell'estate, quando un nuovo imprenditore ha deciso di gestire una delle discoteche aperte in via Ghilarza già da alcuni anni. A quel punto i responsabili dell'Ufficio tecnico comunale hanno notato qualche stranezza nel malloppo delle autocertificazioni e hanno avviato subito gli accertamenti. Subito hanno scoperto che l'area del divertimento rientra nelle zone a destinazione agricola e hanno bloccato le autorizzazioni amministrative necessarie per far funzionare il locale da ballo. Il risultato insomma è che quella discoteca, almeno per quest'anno, non potrà aprire i battenti e nel frattempo è scattata un'inchiesta per accertare la regolarità delle concessioni di tutte le altre autorizzazioni. «Qualche anomalia l'abbiamo già riscontrata e ora dovremo approfondire le verifiche - aggiunge l'ingegner Giuseppe Pinna - I controlli comunque riguardano anche altre zone della città, dove sono sorte attività che ci sembrano incompatibili con la destinazione d'uso prevista dal piano regolatore».

NICOLA PINNA
--------------------------

  da L'Unione Sarda Domenica, 30 Novembre 2008
Oristano Dubbi sulla commissione
Trasporti urbani, il Tar sospende l'appalto dell'Arst
 

Il tribunale amministrativo regionale rimette in discussione l'appalto per i trasporti pubblici che il Comune aveva aggiudicato all'Arst. Gara vinta ma non ancora perfezionata con tanto di contratto firmato dalle parti. Nel frattempo la questione è piombata nell'aula della giustizia amministrativa. Chiamati in causa dal Ctm di Cagliari, seconda classificata, i giudici hanno deciso che la gara va sospesa in attesa di entrare nel merito delle vicenda nella nuova udienza fissata per il 29 gennaio 2009. «Noi comunque non chiederemo l'applicazione della sospensiva», precisa il direttore del Ctm Ezio Castagna. In ogni caso la sentenza rimette tutto in discussione e rilancia la palla al Comune che si era costituito nella causa col proprio legale per difendere gli atti della commissione. E proprio la composizione della commissione non ha convinto il Tar ed è stata alla base della sospensiva. A giudizio del Tribunale amministrativo, un componente non aveva maturato l'anzianità necessaria per farne parte (otto anni anziché 10) e l'attribuzione dei punteggi sarebbe stata espressa in maniera non conforme. Il primo round è dunque del Ctm. «Il bando - precisa il direttore Castagna- a nostro giudizio conteneva situazioni tali che non consentivano di tutelare alla stessa maniera tutti i partecipanti. Esisteva un vizio di forma e noi riteniamo anche di sostanza. A noi interessava la tutela di ciò che abbiano fatto e neppure lontanamente danneggiare la città». In Comune qualche disagio ma nessuna preoccupazione per quanto riguarda il futuro del servizio. «Non ci sarà interruzione alcuna, assicura l'assessore Ivano Cuccu. Procederemo con l'Arst fino a che tutto la vicenda non sarà chiarita. Al Tar siamo caduti su due banalità, niente di preoccupante».
Chiarito che i pullman targati Arst continueranno a circolare, resta da capire quale strada il Comune batterà per passare da un servizio provvisori a uno vincolato a 9 anni. «La questione è all'esame dell'ufficio legale e dei tecnici», precisa Cuccu. Resistere in giudizio o una nuova gara, la terza ipotesi non sembra poter esistere. Di sicuro slitta di qualche mese la rivoluzione dei trasporti cittadini che il nuovo capitolato predisposto dal Comune e incamerato dall'Arst, assicurava. Gli oristanesi dovranno ancora attendere per la nuova linea urbana, i nuovi mezzi alcuni elettrici, il biglietto multifunzione (ferrovia e pullman con un minimo supplemento), i pannelli luminosi con gli orari e le percorrenze belle in chiaro.

ANTONIO MASALA
----------------------




permalink | inviato da oristano il 30/11/2008 alle 14:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio       
 
 




blog letto 17426 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

diario

VAI A VEDERE

ORISTANO
CAGLIARI
OLBIA PROVINCIA
OLBIA CITTA'
SASSARI
NUORO
OGLIASTRA
OROSEI
DORGALI
BOSA MARINA
SINISCOLA
ARBOREA
BUDONI
SAN TEODORO
PORTO SAN PAOLO
LOIRI
PADRU
CALANGIANUS
TEMPIO
ALGHERO
PORTO TORRES
OZIERI
GOLFO ARANCI
ARZACHENA
PORTO CERVO
PORTO ROTONDO
PALAU
LA MADDALENA
SANTA TERESA DI GALL.


vai al sito olbiagallura:
==>> CLICCA QUI 

-----------------
Oristano,
Mappa, Vie, Panoramiche

-----------------------

  

 

FLASHNEWS

*---------------------------*

SERVICE CENTER sas
   di Rosangela  Cossu
    Impresa di Pulizie
       Via A. Diaz, 5
    07026 OLBIA (OT)
     Tel. 0789 26085
     Cell. 330 747474

   VILLA CHIARA 
LOC.  MALTANA  OLBIA 

Per  Donare il  5X100  a  

    VILLA CHIARA
 è sufficiente indicare 
 nella denuncia dei redditi 

 il Codice Fiscale 
Della Fondazione  

VILLA   CHIARA   Onlus    

   910 190 30 906

*----------------*

 


CERCA